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Corsi posa serramenti. L’opinione del falegname Vietti

Marco Vietti, artigiano: Il “patentino” per posatori serramenti in base alla norma UNI11673-2 viene considerato come un altro impegno, una perdita di tempo e denaro da parte di posatori e artigiani: in realtà non è così.

Che ne pensano i partecipanti dei corsi posa serramenti? Qual è la loro opinione sui contenuti? Come è stato l’esame? I corsi posa sono stati utili? Hanno portato a far emergere la professionalità del partecipante? Domande importanti cui offre risposta il falegname artigiano Marco Vietti che ha partecipato recentemente a dei corsi posa serramenti e si è qualificato al livello EQF4 “posatore caposquadra”. E’ stato probabilmente il primo serramentista a qualificare nel lontano 2010 le proprie porte sulle vie di fuga. Anche da sindaco di un piccolo paese del Verbano, da anni Vietti conduce la sua battaglia per lavori certificati (vedi news). (EB)


Che pensare dei corsi posa serramenti?

Vietti sui corsi posa serramenti
Marco Vietti

Di primo impatto con l’uscita della norma UNI 11673-2, mi sono documentato leggendo articoli sul web e informandomi presso l’Unione Artigiani (Confartigianato Imprese Novara e VCO). Consideravo il corso per il patentino impegnativo, basato su norme UNI e regolamenti.

In realtà si è rivelato alquanto semplice, in quanto si è sviluppato su argomenti già trattati in vari corsi che avevo seguito negli anni di preparazione alla certificazione UNI EN 14351-1:2006+A1:2010 e nei vari seminari di aggiornamento svolti negli anni successivi.
Le sessioni del corso per il “patentino”, causa COVID, si sono svolte online organizzati da Confartigianato Piemonte Orientale Form Novara VCO. I docenti, il normatore Samuele Broglio e l’ing. Paolo Barbieri, hanno espresso al meglio le loro conoscenze fornendo un’ottima preparazione ai partecipanti.

I contenuti dei corsi posa

Il corso si è basato sulla illustrazione delle diverse norme in vigore: si è partiti dalla UNI 10818 che specifica i compiti, le attività e le responsabilità delle figure professionali, norma che a mio avviso specifica il vero ruolo di ogni professionista e lo rende responsabile delle proprie azioni. Si tratta di un sistema che tutela il lavoro del posatore che interviene come ultimo nel ciclo dell’infisso e a cui spetta sempre la perfetta riuscita dell’opera, che alle volte non avviene per mancata progettazione ed esecuzione dei nodi.

Si è parlato della legge 81/08 sulla sicurezza nei cantieri, basandoci soprattutto sui problemi di sicurezza nella posa (caso classico: sporgersi dal vano finestra senza imbragatura, ecc.); della norma e legge UNI EN 14351 relativa alla marcatura CE del prodotto finestra e porte pedonali e un accenno alla UNI EN 13659 relativa alle chiusure oscuranti.

Un’ampia spiegazione è stata fatta sulla norma UNI 11673-1 sui requisiti e criteri di verifica e progettazione dando ampio spazio al tipo di prodotto da utilizzare (senza indicare marche) e a come progettare un nodo di posa. Si è parlato, inoltre, della norma UNI 7697 inerente ai criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie, della norma UNI 11173 sui criteri di scelta delle caratteristiche prestazionali dei serramenti e della UNI 11296 acustica in edilizia. Questa si può definire la fase finale del prodotto finestra, che va dal progetto alla produzione e infine alla posa, che è l’applicazione di tutto l’insieme di regolamenti, certificazioni e norme studiate e sviluppate negli anni.

L’esame dopo i corsi posa

Per quanto riguarda l’esame, inerente al livello EQF4 “posatore caposquadra” la parte teorica era composta da un test di 45 domande sulle nome UNI e sui prodotti e attrezzature di posa, da due progetti di nodo primario e secondario e da tre relazioni sulla posa in diverse condizioni di vano finestra. L’esame si è svolto in presenza presso la sede Confartigianato di Novara, mentre la parte pratica si è svolta presso la falegnameria Castano di Galliate. Qui l’esaminando doveva applicare le proprie conoscenze pratiche di posa intervallate da un interrogazione orale. L’esame è stato fatto da esaminatori molto professionali appartenenti all’organismo di certificazione Q-AID riconosciuto dall’ente italiano di accreditamento Accredia.

Corsi posa che partono da lontano

Per quanto mi riguarda bisogna evidenziare l’impegno e la costanza da parte del dott. Alessandro Scandella dell’Unione Artigiani Novara e VCO, del normatore Samuele Broglio e dell’esperto Paolo Monticelli dell’Istituto di certificazione CSI di Bollate. Con loro si è svolto un programma che ha inizio nel 2006 con i primi approcci sulla marcatura CE dei serramenti fino ad oggi con il patentino di posa. Gli incontri sono stati intensi (vedi qui), ma alla fine ci si rende conto di quanto tutto questo è servito e serve.

I corsi posa fanno crescere la professionalità: un esempio concreto

Adesso si è in grado di interagire con tecnici, che non sono ancora ben a conoscenza di questi argomenti. Per esperienza, mi rendo conto di come cambia l’approccio verso il cliente e di come i tecnici ci ascoltano. Mi è capitato, difatti, un cantiere in cui dovevo posare solamente dei davanzali interni in legno. In questo caso sono stati posati degli infissi in alluminio.

Nulla da obiettare, ma il problema arriva nel momento in cui faccio le misure: il serramento è stato posato in sospensione 4 cm sopra il piano su cui viene messo il davanzale senza nessun tipo di appoggio rigido isolante e la soglia esterna era distante 2 cm dal telaio, quindi un vero e proprio foro di accesso per l’acqua. Considerando che all’ultimo lavoratore rimangono i problemi, ho chiesto il tipo di sigillatura prevista e la risposta da parte del posatore è stata “Un po’ di schiuma”.

Immaginate l’espressione che ho fatto. Il cliente se n’è accorto e molto correttamente, il giorno dopo mi ha richiamato in cantiere chiedendomi la motivazione del mio comportamento. A quel punto gli ho esposto le mie perplessità su come veniva gestito il nodo secondario. Chiamato il tecnico, il cliente mi ha fatto esporre il problema chiedendomi come avrei gestito il nodo. Come risultato il cliente mi ha fatto elaborare uno schema di progetto e ha richiesto che il nodo secondario fosse eseguito secondo lo schema perché si fidava di ciò che avevo detto. Dopo una settimana, il giunto secondario inferiore è stato eseguito correttamente (non so gli altri giunti perché non visibili a lavoro fatto).

I corsi posa fanno emergere l’ artigiano

Tutto questo non è stato fatto per far vedere che si sapeva come agire, ma per evitare un problema che mi si sarebbe ritorto contro, ossia l’infiltrazione di acqua che avrebbe procurato un danno alla mensola; quando invece il problema sarebbe stato del posatore. Come si dice, meglio arrossire subito che impallidire dopo.

Questo ci deve far capire l’importanza di come si deve agire in un cantiere: dobbiamo far capire che noi artigiani, in quanto nuova figura del progetto esecutivo dei cantieri, siamo preparati sugli argomenti e possiamo interagire e confrontarci con i tecnici senza paura. Il committente si sta indirizzando sempre di più ad ascoltare l’artigiano perché lo reputa più preparato e ricco di esperienza sul campo.

L’importanza della certificazioni

Non dobbiamo sottovalutare l’importanza delle certificazioni. Dal 2019 sono sindaco di un piccolo paese e sono responsabile dell’ufficio tecnico e della sicurezza. Sono state svolte e sono tutt’ora in corso diverse opere edili tra cui il rifacimento di cancelli ed infissi. È saltata fuori una mancanza di certificazioni sui cancelli (UNI 13241) e infissi (UNI EN 14351), ma il punto più dolente sono le porte su vie di fuga, normativa entrata in vigore nel 2010. Un vero disastro. Sono stato preso in giro: dicevano che tali norme non erano applicabili. Sono intervenuto su tutti i campi (esposto al GDF, ecc.). Tutto questo per dire che: bisogna stare attenti a quello che si fa e che si dice perché si può incorrere sempre nel rischio di incontrare qualcuno con maggior preparazione ed esperienza.

Marco Vietti, Falegnameria Vietti

a cura di Ennio Braicovich

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