Normativa

Forum 2015: Porte antieffrazione, normativa in revisione

Sta iniziando in ambito normativo la revisione delle norme di resistenza all’effrazione. Sono norme nate tempo fa e nel 2011 hanno avuto una prima revisione. Sono piuttosto discusse sotto vari aspetti interpretativi, perché anche la corporatura dell’operatore, per esempio, può incidere parecchio sul risultato. L’ing. Rita D’Alessandro di FederlegnoArredo anticipa i possibili cambiamenti 

Sta iniziando in ambito normativo la revisione delle norme di resistenza all’effrazione, che sono: EN 1627 Requisiti e classificazione, EN 1628 Metodo di prova carico statico, EN 1629 Metodo di prova carico dinamico, EN 1630 Metodo di prova attacco manuale. Sono nate tempo fa e nel 2011 hanno avuto una prima revisione. Sono norme piuttosto discusse sotto vari aspetti interpretativi, perché anche la corporatura dell’operatore, per esempio, può incidere parecchio sul risultato. Per arrivare alla classificazione finale del serramento è quindi necessario un test composto di 4 parti. Le norme definiscono sei classi di resistenza all’effrazione, dalla 1 alla 6 in senso crescente come livello di sicurezza. La classe 6 per esempio è richiesta in ambienti militari e simili. Per le applicazioni residenziali si consigliano i serramenti collocati nelle classi 2,3 o 4. Alcune criticità nelle norme sono state già rilevate in passato.

FederlegnoArredo ha cercato sempre di svolgere una funzione di sintesi con i vari laboratori per giungere a un’interpretazione comune di alcuni passaggi normativi, in particolare in relazione alla modalità di esecuzione delle prove, dato che queste hanno un’incidenza significativa sul risultato finale del prodotto. Un grosso nodo, come già accennato, è l’individuazione dell’operatore standard. Anche le aree di attacco vanno puntualizzate con maggior chiarezza. Altre criticità riguardano lo spazio operativo tipo, le verifiche preliminari alla fase di prova, la sequenza di attacco durante la prova preliminare, la modalità e intento di attacco per ogni singola zona, la verifica della documentazione fornita dal produttore e del campione da sottoporre a prova e i contenuti del rapporto di prova. Le norme ora sono in revisione per la necessità di chiarire alcuni aspetti, al di là delle criticità già segnalate. Il problema è che alcuni ambiti di interpretazione erano troppo soggettivi. La revisione si sta articolando in tre passaggi: la correzione di tipo editoriale, la correzione sostanziale degli emendamenti destinati a chiarire alcuni passaggi della norma e infine la revisione vera e propria. Per febbraio 2016 dovrebbe essere pronta la versione aggiornata delle norme, frutto dei lavori che partono a giugno 2015. I principali temi di discussione in questo momento riguardano i requisiti minimi delle vetrazioni.

Ci si è resi conto a questo proposito che per quanto riguarda il nostro mercato nazionale, che è di livello piuttosto alto, effettivamente questi requisiti risultano un po’ bassi. Un secondo tema di discussione riguarda gli accessori e la ferramenta, oggetto di forti aggiornamenti normativi negli ultimi anni. Altro tema è la revisione della norma EN 1627, in particolare il suo allegato D, con l’estensione dell’applicabilità del risultato in relazione alle dimensioni del serramento. Su questo c’è una forte discussione, così come c’è sull’intercambiabilità degli accessori. Un problema è rappresentato dal fatto che i laboratori di prova di ogni singolo Paese a volte interpretano in maniera un po’ soggettiva alcuni passaggi della norma. Un ulteriore argomento importante riguarda gli attrezzi che devono essere utilizzati per le varie classi: la norma, per esempio, ne contempla alcuni che effettivamente oggi risultano un po’ obsoleti, se non addirittura non più reperibili sul mercato. I laboratori di prova possono fornire un contributo sostanziale sotto questo aspetto.