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La visione della casa post Covid-19, il pensiero di Uniform

Secondo Franco Tenzon, presidente Uniform, il ruolo della casa cambierà sostanzialmente dopo questa emergenza e sicuramente varierà l’atteggiamento delle persone nei confronti della propria abitazione

Uniform è un’azienda veneta – ma con diverse sedi anche all’estero – che realizza sistemi per serramenti in legno e legno/alluminio. Il presidente Franco Tenzon in questo particolare periodo di emergenza sanitaria ed economica decide di condividere con noi un suo pensiero riguardo alla situazione attuale e al nuovo ruolo che avrà la casa nei prossimi anni.


“Stiamo vivendo un periodo che ha ben pochi precedenti nella storia dell’umanità, precedenti ormai lontani e confusi nel tempo. Un periodo senza uno storico al quale attingere, un protocollo da seguire. Che porta, inevitabilmente, a situazioni e a comportamenti ondivaghi, confusionari, che rischiano, al di là delle intenzioni, di fare più male che bene.
Eppure, anche in questo momento, occorre mantenere la calma, saper ragionare, guardare al di là della contingenza. Perché una crisi porta con sé, inevitabilmente, i segnali di una ripresa. Saper decifrare questi segnali, sparsi in un “rumore di fondo” tanto assordante quanto inconcludente, è il compito di ogni leader. Che sia il Presidente di una Nazione o l’amministratore delegato di un’azienda.

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Franco Tenzon, presidente Uniform

Questa situazione che vede bloccati, in tutto il mondo, i paradigmi, i comportamenti, le “esigenze” che fino a poche settimane fa ci sembravano un dato di fatto acquisito per una sorta di “diritto naturale”, offre, utilizzando una chiave di lettura meno approssimativa, interessanti spunti di riflessione.

Uno di questi riguarda il ruolo della casa. Un ruolo letteralmente sovvertito, rivoluzionato da nuove modalità come lo smart working (ma bisognerebbe chiamarlo, in modo più appropriato: home working), come la forzata (ma non per questo negativa) riscoperta di tempi, ruoli, affettività. E di come si sia passati, quasi senza rendercene conto, da una casa intesa come puro e semplice dormitorio a luogo principale, unico, di vita. Dove lavoro e socialità, cucina e computer, living e balconi si intersecano come forse mai nella nostra storia.
In questo cambio di paradigma, designer e aziende si stanno già confrontando fra loro, per capire, prima, e proporre, a breve, nuovi prodotti, nuove tecnologie, nuove modalità di utilizzo. Perché, un instante dopo la fine dell’emergenza sanitaria, le famiglie avranno la necessità di ri-adeguare la propria abitazione per un periodo di coabitazione forzata con i rischi di ricadute sanitarie.

Tavoli più ampi, sedute più comode e ergonomiche, divani capaci di accogliere con comodità tutta la famiglia, cucine ed elettrodomestici smart e connessi, ma anche infissi e serramenti che meglio resistono all’usura del tempo ed elevano l’isolamento acustico e termico degli ambienti, sistemi di riscaldamento e raffrescamento evoluti e capaci di abbinare il risparmio economico alle maggiori prestazioni… l’elenco è lungo, perché comprende tutta la casa nei suoi variegati insiemi!

Questo, a nostro parere, è il segnale che, meglio di ogni altro e con più forza, emerge già con sufficiente chiarezza nelle chat e nelle videoconferenze che in questi giorni sono il “pane quotidiano” del confronto fra studi di architettura, designer, aziende, giornalisti di settore. Una intera filiera, alla quale va aggiunto il tassello finale delle fiere, si sta già, ognuno per la sua parte, interrogando non “se” cambierà la casa e il modo in cui questa verrà fruita, ma “quando” questo, ragionevolmente, accadrà.

Ecco perché è importante, strategicamente fondamentale, che ogni azienda sia “sul pezzo”, pronta a tradurre immediatamente in operatività questi segnali. Non tralasciando gli aspetti legati alla comunicazione. Anche quest’ultima cambierà, ovviamente, con la nascita di nuove modalità, piattaforme, ritmi, costi.
Solo con questa attenzione l’onda della crisi, che devasterà, purtroppo, molti comparti dell’economia globale, potrà essere “cavalcata”.”


(in foto uno scatto dello showroom aziendale Uniform)

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