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Legge di Bilancio 2020. Durissimo scontro dietro le quinte

Finanziaria in dirittura d’arrivo. Tutti col fiato sospeso per i testi definitivi degli articoli per lo sconto in fattura e il bonus facciate. Confermati l’ecobonus (ahinoi al 50%), il bonus casa e il correlato bonus mobili ed elettrodomestici.

La legge di Bilancio 2020 è “quasi” fatta. Dietro il quasi c’è un durissimo scontro dietro le quinte che talvolta traspare dai comunicati stampa di questa o quella associazione o azienda, in genere i penalizzati dall’ennesima versione. Lo scontro continuerà fino all’ultimissima versione della legge di Bilancio 2020 che verrà blindata dal Governo sotto forma di articolo unico su cui porrà la fiducia.

Ecco i prossimi passi. Dopo lo stop del week end i lavori al Senato riprendono lunedì mattina. Le dichiarazioni di voto sono previste nel pomeriggio dalle 14 in poi. Quindi la chiama, ovvero l’appello nominale dei senatori presenti in aula per verificare il numero legale necessario per la validità della seduta. Ma non finisce qui, spiega il sito della Camera alta perché la seduta sarà sospesa per consentire al Governo di presentare la prima Nota di variazione, che dovrà essere votata dall’Assemblea. E quindi si procederà alla votazione finale del disegno di Legge di Bilancio 2020. Una volta approvato, passerà alla Camera.

Le ultime ore sono febbrili per i ritocchi finali. Prendiamo, ad esempio, lo sconto in fattura, che ha subito una bella giravolta qualche giorno fa (vedi news) con l’introduzione della soglia minima di 200 mila euro, dopo la cosiddetta abrogazione di due giorni prima. Quindi lo sconto in fattura immediato varrà, se la proposta passa, per gli interventi di risparmio energetico qualificati dal DM 26 giugno 2015 (le leggi sull’efficienza energetica in edilizia) come ristrutturazioni importanti di primo livello. Il che significa lavori sull’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e che coinvolgano l’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva dell’intero edificio.

La soglia dei 200 mila euro è stata subito bollata da Assistal, l’associazione degli impiantisti, il cui presidente ha tuonato: “L’abrogazione prima e la successiva reintroduzione con una soglia stabilita del cosiddetto sconto in fattura, rappresenta per le nostre imprese una misura inaccettabile”.

Poi è intervenuta la Fondazione Inarcassa, controllata dalla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti liberi professionisti che vorrebbe una soglia ancor più bassa, 20 mila euro, per tutelare “anche il mercato del lavoro dei liberi professionisti”.

E le due Confederazioni delle PMI e degli artigiani?

Per CNA l’introduzione della soglia è “un incomprensibile dietrofront della maggioranza” anche se è applicabile a un perimetro apparentemente ben delimitato. E scaglia saette liberiste: “E’ intollerabile il principio che un privato sia chiamato a farsi carico di anticipare un beneficio fiscale erogato dall’amministrazione pubblica”.

Totalmente diversa la valutazione di Confartigianato secondo cui l’emendamento limita ”l’applicazione dello sconto in fattura ai grandi lavori, ne attenua gli effetti distorsivi della concorrenza ed evita l’impatto penalizzante per gli artigiani e le piccole imprese. Un risultato importante per la battaglia che la Confederazione ha condotto nei confronti del Governo e del Parlamento…”

Ognuno si faccia la propria idea.

E Ance? L’associazione delle imprese edili deve aver tirato un sospiro di sollievo dopo l’introduzione della soglia se annota che “lo sconto continua” anchese  solo per i lavori di risparmio energetico qualificati come ristrutturazioni importanti di primo livello. E precisa: “Di fatto, l’eliminazione dello sconto in fattura riguarda tutti gli interventi da Sismabonus e quelli da Ecobonus effettuati sulle singole unità, per i quali tuttavia continua a essere possibile la cessione del credito di imposta, in alternativa alla fruizione diretta”.

L’altra grande incognita riguarda il testo definitivo del bonus facciate 90pc, migliorato di molto rispetto alla prima versione, anche se per niente soddisfacente per il settore dei serramenti e delle schermature solari.

In ogni caso è bene precisare che la legge di Bilancio 2020 conferma fino al 31 dicembre 2020 l’ecobonus (ahinoi al 50%), il bonus casa e il correlato bonus mobili ed elettrodomestici. Questa è l’unica certezza che ci sentiamo di riconfermare visto l’universale accordo in Parlamento su questi provvedimenti. Per il resto lo scontro sarà durissimo fino all’ultimo euro.

Come dimostra la proposta di erogare l’ecobonus65% per rubinetti e doccioni…

«Art. 19-bis.

1. All’articolo 14, comma 2, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, è inserita la seguente: ”c) per l’acquisto e la posa in opera di rubinetteria sanitaria con portata di erogazione uguale o inferiore a 6 litri al minuto, soffioni doccia e colonne doccia attrezzate con portata uguale o inferiore ai 9 litri al minuto, cassette di scarico e sanitari con volume medio di risciacquo uguale o inferiore ai 4 litri, sostenute dal 1º gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, fino a un valore massimo di spesa di 3.000 euro”»

(ma non potevano accontentarsi del 50% del bonus casa?)

a cura di Ennio Braicovich