Sostituzione

Porta a vetri killer a Padova. E se ne va un ragazzo di 16 anni

Ragazzo di 16 anni muore in incidente domestico: era inciampato in casa sfondando fatalmente una porta a vetri interna

Ancora una volta una porta a vetri killer è protagonista di una tragedia, familiare questa volta. È successo a Vigonza alle porte di Padova e ha colpito un giovane di 16 anni, Danchio Borel Kameni, promessa del Campodarsego calcio, una locale squadra di calcio.

Il ragazzo è banalmente inciampato nella traversa inferiore della porta a vetri sfondando la lastra che è andata in frantumi. Una lancia di vetro rimasta incastrata nel telaio dell’infisso gli si è conficcata nella gamba recidendo l’arteria femorale.  Inutili le prime cure prestate. Borel Kameni se ne è andato in pochi minuti tra la disperazione dei familiari.

La tragedia dovrebbe essere occasione di profonda riflessione tra gli operatori del vetro e del serramento visto che nel nostro paese esistono milioni di porte a vetri killer, ovvero dotate di vetri non di sicurezza antisfondamento installate soprattutto dagli anni cinquanta in poi. A ciò possiamo aggiungere diverse decine di milioni di finestre, di porte finestre e di porte di ingresso dotate di vetri non di sicurezza antisfondamento.

La normativa sui vetri di sicurezza in edilizia è regolamentata dalla norma UNI 7697, una norma di grande valore sociale ma poco conosciuta fino a pochi anni fa. Nata negli anni settanta è stata recentemente rivista in senso più restrittivo nel 2015 (vedi news).

Le porte a vetri, gli infissi, le porte di ingresso e le loro componenti come i vetri soggiacciono alla legislazione sulla sicurezza generale dei prodotti, introdotta in Italia con il DLgs 115/1995, in vigore dal 5 maggio 1995, sostituito dal DLgs 206/2005 noto anche come Codice del Consumo.

Tuttavia nei luoghi di lavoro la prescrizione dei vetri di sicurezza antisfondamento è ben più antica e risale al Dpr 547 del 1955 che prevedeva: “Se le superfici trasparenti o traslucide delle porte e dei portoni non sono costituite da materiali di sicurezza e c’è il rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici, queste devono essere protette contro lo sfondamento” (art.14 comma 11).  La disposizione è rimasta tale nel corso dei decenni ed è stata inserita anche nel Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro DLgs 81/2008, all’allegato IV punto 1.6.11.

Al di là degli obblighi di legge, la presenza di di porte a vetri killer, e di infissi assassini per milioni di metri quadri di vetri non di sicurezza antisfondamento nella nostra edilizia, residenziale e non, richiederebbe quantomeno una forte campagna informativa volta a informare il pubblico finale dei rischi della presenza di vetri non sicuri e della presenza di un’ampia gamma di rimedi che possono andare dalla applicazione di pellicole protettive antisfondamento, alla sostituzione dei vetri con vetri che rispettano la UNI 7697 fino alla sostituzione degli infissi vetrati.

(eb)