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Rivenditori di porte e finestre a caccia del codice Ateco

Senza il codice Ateco giusto, niente ripartenza il 4 maggio grazie al DPCM26aprile e ai codici delle attività ammesse. Ed è questa la situazione in cui si trovano parecchi rivenditori di porte e finestre, come sottolineava Massimo Agnelli di Korus e Kopen in una news visitatissima. Saranno costretti ad aprire il 18 maggio come tutte le attività di commercio al dettaglio in quanto dotati di codice Ateco  47.52.30 Commercio al dettaglio di materiali da costruzione. Quindi 15 giorni persi, magari lavorando sempre a porte chiuse e in smart working, ma chiusi.

Una rapida indagine tra i suoi rivenditori ha permesso ad Agnelli di verificare che circa il 50% di essi ha conservato l’attività di origine, falegname o serramentista. In termini di codici Ateco, vedi sito dedicato:
16.23.10 Fabbricazione di porte e finestre in legno (escluse porte blindate)
e
25.12.10 Fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli metallici

La prima categoria è autorizzata a operare dopo il DPCM dell’11 aprile. La seconda potrà riprendere il 4 maggio dopo il DPCM del 26 aprile. Quelli in pvc, come noto, potevano già lavorare a fine marzo avendo voce 25.12.10 Fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli metallici, inserita all’interno del codice 22.2 Produzione di materie plastiche, indispensabili per la sanità.

Il 25% dei rivenditori Korus e Kopen hanno rivelato di possedere un codice di commercio all’ingrosso. Due le voci:
46.73.23 Commercio all’ingrosso di infissi
oppure
46.73.29 Commercio all’ingrosso di altri materiali da costruzione
Anch’essi autorizzati a operare il 4 maggio.

Il restante 25% dei rivenditori ha dichiarato di possedere il codice 47, più precisamente 47.52.30 commercio al dettaglio di materiali da costruzione. Niente da fare fino al 18 maggio.

Come spiegava Agnelli nel suo intervento, la rivendita di porte e finestre non è per niente assimilabile al negozietto sotto casa dove trovi la bottiglia di latte o la confezione di spaghetti piuttosto che la maglietta o i jeans. La funzione che le rivendite di infissi hanno assunto nel corso del tempo le ha fatte diventare anelli essenziali della catena del valore del retail dei serramenti e ben diverse dai soliti negozietti al dettaglio.

Infatti le rivendite di porte e finestre propongono i prodotti, rilevano le misure e vendono serramenti dotate di equipaggiamenti, fogge e misure personalizzati. A volte progettano. Le rivendite trasmettono gli ordini alle produzioni che possono essere grandi industrie o piccoli artigianali, ricevono gli infissi ordinati e si incaricano del loro trasporto in “cantiere”, della posa e del collaudo finale che chiude il ciclo operativo. Nulla di tutto ciò esiste nel tradizionale commercio al dettaglio che noi conosciamo.

Certamente il codice 47 sta stretto come una camicia di forza al rivenditore che l’ha adottato. E in effetti in molti stanno cambiando i codici Ateco pur di lavorare. E così c’è chi ha rispolverato il vecchio laboratorio di papà o l’officina di quando era giovane. C’è chi ha tirato fuori l’antica iscrizione al collegio dei geotri o dei periti e via dicendo. E fanno bene a se stessi, all’industria e ai clienti che servono. Tenere aperte le rivendite il 4 maggio? Sarei prudente, senza il codice giusto. E anche se l’hai giusto, rischi di dover spiegare a Guardia di finanza, e forze dell’ordine che non hai un’attività di commercio al dettaglio, che non vendi pacchetti di patatine ma che fai qualcosa d’altro. Forse troppo complicato e rischioso. Meglio allora aprire prudentemente e ricevere i clienti solo su appuntamento. Difficilmente il 4 ci sarà una folla smaniosa di nuovi serramenti. Magari ci fosse!

a cura di Ennio Braicovich

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