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Tenute Maestrale: la cantina ipogea che si integra nel paesaggio della Sardegna

Nel cuore della Sardegna meridionale, Tenute Maestrale rappresenta un esempio di architettura contemporanea capace di dialogare con il territorio. Progettata dallo studio SpazioZero, la nuova cantina sfrutta il sottosuolo, la luce naturale e un involucro tecnologico per coniugare efficienza produttiva, sostenibilità e valorizzazione del paesaggio agricolo

A Donori, nel sud della Sardegna, la nuova cantina Tenute Maestrale è stata concepita come un’estensione naturale del paesaggio agricolo. Il progetto, firmato da SpazioZero, riduce al minimo gli elementi emergenti e inserisce gran parte dell’edificio nel pendio esistente, preservando l’equilibrio tra vigneti, uliveti e architettura contemporanea.

Tenute Maestrale: una cantina ipogea tra efficienza e accoglienza

L’organizzazione degli spazi sfrutta il dislivello naturale del terreno per accompagnare il processo produttivo del vino. I livelli sotterranei ospitano vinificazione, barricaia, imbottigliamento e aree dedicate all’accoglienza e alla degustazione, garantendo condizioni climatiche stabili e una riduzione dei consumi energetici.

Facciate e serramenti raccontano l’identità del progetto

La facciata sud, rivestita in acciaio corten, costituisce l’unico prospetto realmente visibile e diventa l’elemento distintivo dell’intervento. Le grandi aperture, integrate con sistemi in alluminio ad alte prestazioni, creano un dialogo continuo tra interno ed esterno, mentre il rivestimento metallico contribuisce al controllo solare e all’efficienza energetica dell’edificio.

Per approfondire il progetto di Tenute Maestrale e scoprire tutti i dettagli tecnici, architettonici e costruttivi, leggi l’articolo completo nello sfogliabile di giugno di Nuova Finestra.