Normativa

Vetri sicuri e UNI 7697. Broglio: obblighi eccessivamente restrittivi

Sulla revisione della norma UNI 7697, il presidente del Gruppo Legno di Confartigianato: “Certe prescrizioni sono una vera e propria fesseria”

Da qualche giorno è stata pubblicata da UNI la norma 7697: 2014 “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie”, versione aggiornata di quella del 2007 (vedi news). La norma, la cui prima edizione risale agli anni settanta ed è unica in Europa, nel corso di quattro decenni di vita ha salvato molte vite umane.

La revisione della UNI 7697 è stata resa necessaria a causa delle frequenti richieste di chiarimenti circa la corretta interpretazione del testo ricevute dalla Commissione Vetro di UNI e dall’introduzione di nuove applicazioni non previste nelle edizioni precedenti. Tuttavia, alcune prescrizioni contenute nel testo stanno suscitando malumori e proteste da parte di esponenti del mondo del serramento che in ogni caso è tenuto ad applicare in quanto la norma è di quelle obbligatorie (vedi posizione di Uncsaal-Unicmi nella news).

Qui ospitiamo  la presa di posizione di Samuele Broglio, presidente del Gruppo Legno di Confartigianato, che è certamente tipo che non te le manda a dire ma te le dice chiaramente in faccia e a voce alta se c’è bisogno. Broglio, normatore, esponente di Confartigianato, socio con il fratello Guglielmo di una falegnameria di Coggiola (Biella), è stizzito e arrabbiato per la pubblicazione della norma UNI 7697:2014. Una norma sui “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie” che Broglio apprezza nello spirito ma che in certe prescrizioni mette in chiara difficoltà i serramentisti. Sono prescrizioni che, egli afferma, risultano incomprensibili e che fanno salire di parecchi punti percentuali il costo di un serramento. Per di più, come detto poco sopra, la norma è di quelle di tipo cogente.

Broglio, a suo tempo, aveva già fatto sentire la sua voce contro il progetto di norma della UNI 7697:2014 (vedi news) e l’aveva contestato nero su bianco. Ecco qui di seguito la sua lettera di protesta rivolta all’UNI, ai Gruppi di lavoro UNI su Vetro e Serramenti e naturalmente in primis ai lettori di GuidaFinestra. Nelle prossime ore sono preannunciati altri interventi di contestazione della norma da parte di esponenti del mondo del serramento. (eb)

Nella foto di redazione, che non ha attinenza con il testo di Samuele Broglio, ma che riguarda sempre la sicurezza delle applicazioni vetrarie in edilizia: operazione di smontaggio e posa a terra di vetro temprato e stratificato soggetto a rottura in un cantiere milanese.



UNI 7697: 2014: Prescrizioni eccessive
Samuele Broglio, Confartigianato  Legno

La nuova UNI 7697:2014 è ormai pubblicata e quindi norma nazionale, quindi alla stessa ci si dovrà attenere se non si vorrà andare incontro a rischi di contestazioni da parte della committenza per mancato rispetto delle norme di sicurezza o, ancora peggio in caso di danni a persone provocati da vetri difformi a quanto in essa stabilito, da possibili denunce per lesioni colpose; ciò è pacifico e, tenuto conto del testo del Codice del Consumo che in pratica rende obbligatorie le norme collegate alla sicurezza dei prodotti, non può venire discusso in alcun modo.

A mio avviso altrettanto pacifico però è che la nuova revisione della UNI 7697 va in una direzione incomprensibile in quanto pone obblighi eccessivamente restrittivi a vetri che, per le loro dimensioni ed il loro posizionamento, presentano rischi quasi trascurabili per i loro utilizzatori.
Infatti a chi come me lavora da anni nel mondo del serramento, risulta incomprensibile quale possa essere l’incidenza probabilistica dei rischi di lesione potenzialmente provenienti dalla lastra interna di un vetrocamera misura per esempio pari a 0,60 x 1.30 m (misura media del vetro di una finestra a due ante), o addirittura inferiore, posto ad un’altezza dal piano pavimento superiore ad un metro in una casa di civile abitazione (quindi non in un luogo di lavoro, non in una palestra ecc…).

Ammetto che le mie conoscenze non sono omnicomprensive di tutti gli accadimenti mondiali, ma in tutti i miei anni di lavoro nel settore serramenti (oltretutto come terzista, quindi in collegamento con molti serramentisti ed avendo quindi conoscenza non solo di cosa accade nella mia ditta ma anche in quelle di altri) non ho mai sentito parlare di clienti che abbiano riportato danni personali, gravi o lievi che fossero, dalla rottura di un vetro avente queste caratteristiche.

Certamente da un punto di vista meramente statistico tutto è possibile, ma da un punto di vista logico le prescrizioni della nuova UNI 7697 relative ai vetricamera di piccole dimensioni posti oltre il metro sono paragonabili ad una legge che, per salvaguardare la sicurezza e l’incolumità dei cittadini, obbligasse tutti i pedoni ad andare per strada muniti di casco integrale e di giubbotto paracolpi in quanto, dato lo stato di sconnessione dei marciapiedi e dei manti stradali, essi debbono essere protetti dagli urti in caso da cadute conseguenti ad un inciampo.

Mi sono ignote le ragioni del Gruppo Vetro dell’UNI, anche perché lo stesso, diversamente da quanto fatto per la redazione del Rapporto Tecnico UNI/TR 11404:2011 “Vetrate isolanti per impiego in edilizia – Qualità ottica e visiva per serramenti”, molto meno importante in quanto non riguardante la sicurezza ma solo aspetti ottico – visivi, non ha ritenuto fosse il caso di precedere ad una o più sessioni congiunte con il gruppo serramenti e questo ad onta del pesante impatto di tale norma sul mondo degli infissi.

Tuttavia, date le alte professionalità presenti in tale Gruppo, mi rifiuto di credere che la decisione sia stata motivata da soli motivi di “cassetta” e finalizzata ad aumentare la vendita di vetri stratificati e/o temperati, sicuramente più costosi di quelli semplici ad oggi utilizzati nei vetricamera posti al di sopra del metro.

Preferisco invece pensare che la nuova revisione scaturisca da un estremistico senso della sicurezza, che però come tutte le esagerazioni potrà portare più danni che vantaggi. Infatti in un periodo di crisi profonda come quello attuale, dovendo fare fronte alla concorrenza di serramenti provenienti da paesi a più basso costo del lavoro, molti operatori a fronte di una norma che amplia ulteriormente il divario di prezzo tra i prodotti nazionali e quelli esteri (i vetri stratificati/temprati si possono produrre anche nei Paesi dell’Est e a prezzi sicuramente più vantaggiosi di quelli praticati dai produttori nazionali) saranno tentati a correre il rischio del mancato rispetto del dettato normativo, con conseguenti maggiori appigli per eventuali contestazioni.

Certamente mi sono opposto, in questo affiancandomi a Stefano Mora del Consorzio LegnoLegno, ma le nostre osservazioni inviate durante l’inchiesta pubblica non sono state accolte e, pur provenendo da due membri del Gruppo Serramenti dell’UNI, nemmeno hanno stimolato il Gruppo Vetro ad indire una riunione congiunta dei due gruppi.

Comunque tant’è, come ho scritto in apertura ora la norma è pubblicata ed il suo mancato rispetto potrà portare a gravi ripercussioni per il produttore che la volesse ignorare. Pur esortando i serramentisti ad adeguarvisi però, dal punto di vista del rappresentante di categoria, mi sia permesso di dire che a mio avviso certe prescrizioni in essa contenute sono una vera e propria fesseria che, potenzialmente, potrà portare più danno che guadagno al nostro settore già così pesantemente segnato dalla crisi.