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Assoprevidenza, fondi previdenziali, apre al Superbonus

I fondi previdenziali tra i possibili finanziatori delle opere a ecobonus. L’ipotesi è stata avanzata da Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza

Assoprevidenza, Associazione Italiana per la Previdenza Complementare, sta studiando l’ipotesi di acquisire i crediti di imposta del Superbonus 110%. Come noto, la grande novità introdotta dall’articolo 121 del Decreto Rilancio, legge 77/2020, sta nella possibilità, per il cliente che ha sostenuto le spese di riqualificazione energetica di un immobile, di attualizzare immediatamente il valore dell’incentivo cui avrebbe diritto, cedendolo a un soggetto terzo, tra cui banche e istituzioni finanziarie. In base alle norme precedenti ciò non era possibile.

Tra le istituzioni finanziarie spiccano per peso i fondi previdenziali. Sul tema della cessione del credito ecobonus interviene ora Assoprevidenza, l’Associazione Italiana per la Previdenza Complementare, che riunisce forme pensionistiche di secondo pilastro di ogni tipologia, fondi e organismi con finalità assistenziali.

Nei giorni scorsi un’assemblea di Assoprevidenza ha discusso la possibilità che i fondi previdenziali possano essere tra i finanziatori dell’ammodernamento del patrimonio immobiliare reso possibile dal Superbonus. Peraltro alcuni fondi sono proprietari di estesi patrimoni immobiliari mentre altri possono rientrare tra i finanziatori di fondi alternativi (FIA), specializzati nel trading dei crediti di imposta derivanti da interventi di riqualificazione energetica e sismica.

Il presidente di Assoprevidenza Seergio Corbello ha dichiarato che questi investimenti potrebbero “unire il risultato di un rendimento comunque remunerativo con l’eventualità di mettere a disposizione dei propri iscritti un servizio di acquisto crediti a prezzo calmierato, così da agevolare lo stimolo a compiere interventi di riqualificazione abitativa”.

Quanto ai rendimenti, Corbello ha sottolineato che “i rendimenti sarebbero di “pochi punti”, confrontabili con quelli dei titoli di Stato e che i crediti sarebbero poi detratti dai flussi di imposta pagati dai fondi, pari a uno-due miliardi di euro”. Sempre il presidente di Assoprevidenza: “Non bisogna essere Keynes per capire che, se si muove l’edilizia nel nostro Paese, si muove un indotto molto articolato e si crea un circolo virtuoso per l’economia del paese con risultati abbastanza immediati”.

Ben venga, dunque, l’intervento di nuovi e importanti attori sul fronte della cessione dei crediti ecobonus che servirà a calmierare il mercato finora in mano a pochi oligopoli.

a cura di Ennio Braicovich

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