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Cessione del credito e Ecobonus serramenti. Ecco come fa Enel X

Enel X, la divisione di “servizi energetici avanzati” del Gruppo Enel, ridotta a vendere bombolette di schiuma poliuretanica ai rivenditori Oknoplast per poter acquisire il credito maturato dagli acquirenti di serramenti sulla base dell’articolo 10 del Decreto Crescita

La Cessione del credito relativa al 50% di sconto in fattura prevista dall’articolo 10 Decreto Crescita del 30 Aprile 2019 n° 34, convertito dalla legge del 28 Giugno 2019 n°58 è praticata da qualche settimana dai rivenditori di finestre della società polacca Oknoplast. In questo modo essi possono vantare, come fa del resto la società nella sua ampia comunicazione via TV e social, di poter vendere i propri infissi con il 50% di sconto in fattura.

Essi (sono circa 400 su oltre 10 mila rivenditori, meno del 4% delle rivendite!) si ritrovano in tal modo una situazione commerciale di grande vantaggio, commercialmente dominante, rispetto alla stragrande maggioranza dei rivenditori e produttori di infissi che non possono permettersi una pratica, che, ancorché legittima, sottrae liquidità alle aziende, già soggette alla ritenuta d’acconto dell’8%, e ne destabilizza i bilanci, come abbiamo dimostrato più volte su queste pagine. Esiste qualche altro produttore italiano che pratica la cessione del credito ma si tratta di posizioni largamente minoritarie in termini di quote di mercato (0,2% del mercato). Di fatto il produttore polacco appare essere unico ad aver lanciato con grande profusione di mezzi la campagna “Finestre nuove a metà prezzo” approfittando della posizione dominante di Enel X,. società controllata da Enel Spa di cui il Ministero dell’Economia e Finanze (quindi, lo Stato ovvero tutti noi) controlla il 23,6% del capitale sociale. Si è creata oggi quella situazione di mercato già denunciata il 2 luglio scorso dal pronunciamento (vedi news) dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito all’art. 10 del DL Crescita. In sintesi: “Favorisce i grandi operatori, distorce la concorrenza, punisce le piccole aziende e danneggia i consumatori”

Come funziona in questo caso specifico la cessione del credito?

Il meccanismo è piuttosto complesso visto che si tratta di un rapporto a quattro: Cliente-Rivenditore-Deloitte-Enel X. Deloitte, per chi non la conoscesse, è una società di servizi di consulenza e revisione, che parrebbe essere la prima al mondo in termini di ricavi e numero di professionisti. Perno del tutto è la possibilità che il fornitore dei serramenti può acquisire il credito Ecobonus del 50% del Cliente e cederlo a un suo fornitore di beni o di servizi, come previsto dal comma 3-ter dell’articolo 10. (vedi news)

In teoria, se è fiscalmente capiente, il rivenditore potrebbe anche tenersi per sé il credito e detrarlo in cinque quote uguali annuali. Come abbiamo visto in passato, quest’operazione porta al dissanguamento del rivenditore.

Nel caso di specie il rivenditore, una volta acquisito il credito, lo potrà vedere nel suo cassetto fiscale il giorno 10 del mese seguente in cui stata fatta da parte del cliente per il tramite di Deloitte la comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Quando il credito appare nel suo cassetto fiscale, il rivenditore lo potrà cedere a Enel X che lo pagherà  dopo 20 giorni “al netto dei costi dell’operazione che sono pari al 19% dell’importo del credito ceduto”. Così ci dice un rivenditore che desidera rimanere anonimo e che non ha aderito alla campagna.

Ci sono altri due importanti passaggi:

1-il cliente dovrà firmare una delega a Deloitte che effettuerà per conto suo “gli adempimenti di comunicazione” all’Agenzia delle Entrate;

2-il rivenditore permetterà a Deloitte di accedere al proprio cassetto fiscale e trasferire il credito a Enel X.

Ma a quale titolo entra nel gioco Enel X?

Stupitevi perché Enel X entra di diritto in quanto fornitore di beni e servizi al rivenditore, se la nostra ricostruzione è corretta. E che cosa offre al rivenditore questa importante azienda che si occupa di “servizi energetici avanzati” del Gruppo Enel? Non l’energia elettrica come molti pensavano bensì cartucce di schiuma poliuretanica da utilizzare nella posa in opera. Testuale.

“Enel X fornirà obbligatoriamente al Rivenditore per ciascuna operazione di cessione del credito una confezione da 12 flaconi da 750ml di schiume poliuretaniche flessibili mod. FLEX B2 di alta qualità della Wurth. Il prezzo di ciascuna confezione sarà pari a circa 60 Euro più IVA trasporto compreso . Il rivenditore al momento della firma del contratto generale di cessione con Enel X acquisterà contestualmente un set di 10 confezioni da 12 pezzi di schiume al prezzo forfettario di 600 Euro più IVA”.

Fantastico! Per un’azienda che si vuole proiettata nel futuro e nei “servizi energetici avanzati”. Ci appare una caduta di tono poco comprensibile.

Il prodotto citato, come si legge nel sito di Würth Italia, è definito “schiuma idonea per riempire, isolare, incollare e sigillare”, quindi adatto alla posa degli infissi esterni. Anche qui la domanda che necessariamente ci si pone: perché scegliere il prodotto di una marca piuttosto che un’altra? Avrà Enel X fatto una gara d’appalto? Avrà condotto test indipendenti per scegliere questo o quel prodotto?

Ma, attenzione, non finisce qui, intima l’estensore del Manuale operativo:” E’ fondamentale, per poter accedere alla cessione del credito, assicurarsi che il Rivenditore abbia sempre un plafond di confezioni acquistate, altrimenti il software che gestisce l’inserimento della cessione del credito non consentirà la conclusione dell’ordine”.

Quindi, per stare in pista occorre continuare a comprare le confezioni da 12 flaconi da 750ml di schiume poliuretaniche flessibili… Evviva il software che ti butta fuori se non continui ad acquistare. Fantastico due volte!

(continua)

a cura di Ennio Braicovich