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DL Crescita. Continua il dibattito alla Camera dei Deputati

Iniziati ieri pomeriggio, i lavori in Aula riprendono stamane fino al 21 giungo. Il testo approvato dalle Commissioni V e VI riunite il 17 giugno

Il DL Crescita sempre all’attenzione del mondo politico, dei settori dell’industria e dell’artigianato. Ieri pomeriggio è iniziato il dibattimento alla Camera sulla base del testo approvato dalle Commissioni V e VI riunite il 17 giugno (vedi pdf allegato). La discussione in aula continuerà oggi e andrà avanti fino al 21.

Il provvedimento merita grande attenzione per tanti aspetti che riguardano la vita economia e sociale del Paese. Tuttavia noi continueremo a concentrarci sull’articolo 10 che, pur pensato con le migliori intenzioni, se approvato così com’è avrebbe conseguenze letali per l’industria e l’artigianato del settore serramenti, come hanno denunciato tutte le Associazioni del settore.

Sarebbe una catastrofe come hanno dimostrato autorevoli esponenti del settore conti alla mano (vedi allegato lo Speciale di Nuova Finestra di giugno). Tra i tanti interventi segnaliamo nuovamente quelli degli imprenditori Luis Oberrauch e Roberto Galli che, dati alla mano, dimostrano che l’Ecobonus scontato direttamente in fattura porta al disastro per i produttori e per i rivenditori.

E siccome nessuno desidera suicidarsi economicamente, è ben possibile che si assisterà a un boicottaggio di massa dell’articolo 10.
Il conto è presto. Prendiamo il caso di una finestra. L’ecobonus in fattura previsto dall’articolo 10 del DL Crescita significa che il rivenditore “versa” al cliente finale il 50% che poi ricupererà dallo Stato nei cinque anni a seguire come credito di imposta. Nel frattempo deve versare allo Stato anche la ritenuta d’acconto dell’8 per cento trattenuta in automatico dalla banca sul bonifico del cliente (che recupererà un anno dopo). In totale se ne va il 58%. Gli resta un misero 42% con cui pagare tutto: il produttore dell’infisso, le spese generali, il personale, lo showroom, gli agenti di vendita. Il baratro economico è lì da vedere. Non va meglio al produttore di infissi anche lui destinato al fallimento se la cosa prendesse piede.

Non funzionerà neanche l’escamotage dell’ultimo momento cioé l’ulteriore cessione del credito di imposta al fornitore di beni e servizi elaborata in sede referente qualche giorno fa. Nessun produttore, fornitore di serramentisti o di rivenditori, ha la capacità di assorbire un credito di imposta che potrebbe assumere dimensioni gigantesche.

Meglio sarebbe per tutti, Governo in primis, espuntare l’articolo 10 per una riflessione più approfondita e un testo condiviso con gli attori economici e sociali da inserire nella Legge di Bilancio 2020.

Si va all’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato?

Intanto prende sempre più consistenza la voce che CNA sarebbe intenzionata a deferire d’urgenza il DL Crescita all’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato per bloccare il provvedimento. L’articolo 10 è ritenuto dalla CNA lesivo della concorrenza in quanto il suo contenuto, legato allo sconto al cliente finale, di importo pari alla detrazione fiscale (eco bonus e sisma bonus) rischia di mettere fuori gioco le imprese artigiane favorendo le imprese con grande capacità finanziaria. ”Un’ipotesi insomma, sottolineano con vigore alla CNA, che scarta a priori le piccole imprese, le quali non dispongono dei polmoni finanziari sufficienti e quindi sarebbero costrette a lavorare per i grandi gruppi, sottostando alle loro condizioni e senza la possibilità di emanciparsi e di crescere”.

Qui di seguito il testo dell’articolo 10 come approdato alla Camera dei Deputati con il testo del DL Crescita approvato dalle Commissioni V e VI riunite il 17 giugno.

Chi volesse approfondire le novità introdotte in sede referente può consultarle qui
(eb)


Articolo 10. (Modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico)
1. All’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, dopo il comma 3, è inserito il seguente:

«3.1. Per gli interventi di efficienza energetica di cui al presente articolo, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza l’applicazione dei limiti di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.». Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari.


 

Documenti Allegati

Il testo in discussione alla Camera

Dibattito sul DL Crescita e l'articolo 10

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