Economia

Ecobonus, normative e serramenti. Quanti cantieri aperti!

Tanti gli aspetti da chiarire in un momento che si prospetta molto difficile per l’edilizia e la serramentistica. Quattro grandi aree di lavoro per i prossimi mesi per le Associazioni: Enea, Prezzari, Fisco e Normative.

Ecobonus, normative e serramenti. Il tourbillon continua in un mondo sempre più complesso dal punto di vista legislativo, normativo e, in questo momento, sempre più a rischio dal punto di economico e sanitario. Le nuove regole introdotte con il DL Rilancio n. 34 e gli articoli 119 e 121, le tante disposizioni dell’Agenzia delle Entrate, le sempre più numerose FAQ di Enea, di MISE e di MEF, stanno creando tra gli operatori dell’edilizia e della serramentistica una situazione di marasma interpretativo e di comprensibile angoscia. Nessuno può pretendere di avere certezze, come si è visto in questi giorni. Adagio adagio, purtroppo, si sta arrivando a costruire un insieme di regole condivise con Ministeri, Enea, Agenzia delle Entrate e le Associazioni che sono chiamate a tutelare il settore, anzitutto, e a promuoverlo.

Ecobonus: “Ma le associazioni che cosa fanno?”

Anche chi non le ama, e magari può a volte avere ragione in questo, riconosce che le Associazioni possono arrivare e arrivano là dove il singolo operatore, la singola società non arriva. L’episodio del chiarimento sull’esclusione della posa dai massimali di costo ottenuto da Finco, sotto la spinta di Anfit, l’altro ieri è significativo al riguardo. Qualcuno dice che sarebbe merito nostro. Errato, gravemente errato. Merito nostro è d’aver rilanciato subito la notizia e di averla contestualizzata correttamente. Ma il merito è di Finco, del suo direttore e del suo perenne lavoro su chi conta. Che non è alla portata di tutti, sia ben chiaro.
Quando emerge qualche problema le pagine social di Guidafinestra sono zeppe di invocazioni: “Ma le associazioni che cosa fanno?”. Ovviamente vengono quasi sempre da rispettabili operatori che non hanno mai aderito ad una Associazione né pensano di farlo pensando che esse siano una sorta di peste bubbonica. Ben si sa che ogni imprenditore italiano vorrebbe una sola Associazione: la SUA. Eppure, la scelta non manca. Ne ho contato almeno 10 di associazioni, tra quelle note e quelle non note, quelle consolidate e quelle nuove che magari hanno centinaia di aderenti e che lavorano dietro le quinte.
Quest’ampia scelta purtroppo è il sintomo manifesto di una grande debolezza e di una incapacità strutturale a lavorare insieme, a coordinarsi tra colleghi rispettandosi l‘un l’altro nelle proprie specificità, tra primedonne senza più platea, tra chi si inventa nuove associazioni (proprio così, una nuova ci mancava) e chi stenta a cogliere i cambiamenti del mercato. Ma c’è anche chi si dà un gran daffare e ottiene risultati visibili. Il panorama è ampio e variegato.

Tranquilli, c’è speranza

Eppure, non è tutto buio. Ad esempio, c’è un bellissimo lavoro unitario in sede normativa fatto da tecnici di ogni parte che collaborano da anni in grande sintonia. È un bell’esempio di collaborazione e di unità operativa che va a vantaggio di tutto il settore, che pochi soci pagano a vantaggio dei tanti che non pagano il servizio. Il caso della normativa sulla posa in opera dei serramenti è eclatante. Grazie al lavoro di un pugno di normatori, e di alcune associazioni (tanto per essere chiari) l’intero settore si trova un servizio eccellente che lo mette sulla giusta lunghezza d’onda dell’attuale rivoluzione energetica in edilizia e che qualifica grandemente il lavoro dei posatori, dei rivenditori e dei produttori. Anche in termini economici.
Oltre alla normativa, che è un mare continuo sempre in agitazione, e da tenere sempre sotto controllo, vi sono altre aree di lavoro comune. Le elenco rapidamente: regole ministeriali e Enea per ecobonus e Superbonus, Prezzari e Fisco.

FAQ Ecobonus da Ministeri ed Enea

In un mondo sempre più informale che viaggia tra tweet e messaggi social, le FAQ ministeriali ed Enea rappresentano un punto di riferimento importantissimo. Ha cominciato tanti anni fa prima Enea con le sue FAQ orientative sull’ecobonus. Visto il successo, l’esempio è stato colto a volo dal MISE che ci ha preso gusto emanando centinaia di FAQ sul Decreto Requisiti Minimi. FAQ che fanno testo per imprese, progettisti, impiantisti e serramentisti. Non reggeranno mai all’intervento di un giudice. Però intanto resistono come linee guida operative.
Le FAQ di Enea sono importante punto di riferimento, anche per il settore serramenti. Per questo qualche giorno fa, alla luce dell’episodio del campione normalizzato, prima negato poi riammesso al suo ruolo (questo sì che è merito di Confartigianato e nostro), in occasione del Serramentour di Roma) ci siamo permessi di scrivere che occorrerebbe un Tavolo unitario di confronto e collaborazione permanente con i tecnici di Enea. Ovviamente a questo Tavolo non ci possono andare tutti. Ci va chi è adeguato dal punto di vista delle competenze e conoscenze: ovvero tecnici e imprenditori che lavorano nelle associazioni riconosciute.

Prezzari per Superbonus, ecobonus e opere

Altro tema scottante è quello dei prezzari regionali e DEI che sono già di riferimento per i lavori da Superbonus ma potrebbero essere utili anche negli interventi da ecobonus. E chi ci va a parlare con Regioni e i responsabili del DEI? Al momento qualche associazione si sta muovendo in quella direzione. Ad altre, ahinoi, la cosa non interessa. Altre fanno finta di lavorare sotto traccia. Anche qui ci vorrebbe un momento unitario non fosse altro per risparmiare fiato ed energie. I prezzi che appaiono nei prezzari non sono sempre adeguati. Un esempio? a volte la posa è compresa, a volte è esclusa. Idem per il controtelaio, a volte c’è e a volte non c’è. E’ un marasma. In genere mancano le nuove tecnologie di posa e il riconoscimento adeguato di una posa qualificata, eseguita da posatori certificati.

Il Fisco

E poi c’è la variabile Fisco. Ancora oggi non si sa bene come fare una fattura dopo il 6 ottobre. Sarei lieto di essere smentito. Ci sono suggerimenti vari in giro, magari contraddittori e non certo a prova di Agenzia delle Entrate. Ci sono produttori e rivenditori nei guai. Anche qui un Tavolo unitario servirebbe molto. Certo sei, sette, magari dieci Associazioni possono fare i propri interpelli. Per carità, ci sta. Sarebbe meglio se fossero tanti ma unitari.

P.S.: se avessi dimenticato di citare iniziative importanti messe in atto a favore di tutto il settore da parte di Associazioni o anche singoli operatori, sarei solo lieto di ospitare dei contributi integrativi.

a cura di Ennio Braicovich