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Forum Involucro e Serramenti  2015: muffe e condensa, ospiti indesiderati delle nuove finestre

Gente che si lamenta per i problemi causati dalla presenza di muffe e condensa nonostante abbia appena cambiato i serramenti … o proprio perché ha cambiato i serramenti? Cosa succede lo spiega lo specialista ing. Govanni Tisi 

La chiosa dell’intervento dell’ing. Giovanni Tisi durante il suo intervento a Forum Involucro e Serramenti al Made expo è stata: “Muffa e condensa non sono un castigo divino che colpisce chi mette i serramenti nuovi; sono fenomeni comprensibili e contrastabili.”

E non è questa l’interpretazione che dobbiamo dare all’insorgere di queste problematiche,; possiamo individuare due “colpe”: 1) la detrazione del 65% per la riqualificazione, nata con buoni propositi ma che, per la maggior parte dei casi, si è limitata alla sola sostituzione dei serramenti (64% degli interventi, fonte rapporto ENEA 2012), intervento più semplice e immediatamente evidente; 2) all’obbligo di pubblicare l’attestazione di certificazione energetica per la vendita degli appartamenti e che, in alcuni casi ha portato a un “correre ai ripari” con serramenti più performanti e cappotti più spessi per abbassare la classe energetica. Il riscaldamento a pavimento associato a nuovi infissi classe 4 e magari a una schiuma espandente non messa correttamente (o non messa), causano quei problemi di condensa e di muffa nei punti termici, che non sono stati corretti, dovuti all’immobilità dell’aria interna. L’imputato è il progettista a cui competono compiti ben precisi (la scelta del tipo d’infisso e la valutazione della compatibilità tra esso e gli elementi tecnici di contorno; l’individuazione dei livelli prestazionali; la definizione e l’approfondimento della progettazione dei nodi, delle interconnessioni e dei giunti tra infisso e elementi tecnici di contorno) ma che spesso non è messo in condizioni di compiere.

Una prima soluzione si trova nella UNI TS 11300, che ha imposto un cambio di direzione, con l’obbligo di calcolo dei ponti termici, anche sul vecchio, per la loro correzione in fase di progettazione. Una seconda soluzione la si trova nel nuovo decreto 59/09, secondo il quale diminuiscono le trasmittanze medie consentite, ma l’effetto del ponte termico va calcolato nei valori di trasmittanza: ciò porterà a una maggiore attenzione nella progettazione e a correggere i ponti termici. La terza soluzione è la previsione, contenuta nella revisione della UNI 10818, in mancanza di un progettista, di un tecnico o dell’utente finale a cui attribuire le relative competenze e le responsabilità. Con questa norma il tecnico serramentista dovrà farsi carico della progettazione, del calcolo dei ponti termici e delle relative soluzioni.