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La versatilità dei maker in un’azienda di artigiani… in rete

Una modalità di produzione che evolve tra diversi metodi e persone, che fanno squadra e sfociano nel digital

Per maker si intende l’autoproduttore, cioè chi opera in una modalità di lavoro “fai da te” e concettualmente distaccata da quella artigianale. In quest’altro senso, anche se è sempre la manualità a fare la differenza, c’è un senso artistico ed estetico applicato all’oggetto che denota anche una cultura del prodotto. Non a caso si parla di Made in Italy su diverse produzioni artigianali. A livello aziendale si tende a serializzarle attraverso una rete di artigiani, scelti o formati ad hoc, per preservarne la specialità e moltiplicare i fatturati.

Artigiani diventano maker

Il proliferare dei mezzi digitali ha però ulteriormente ibridato le modalità di lavoro aziendali verso un concetto vicino a quello dei maker. Nonostante l’investimento sulla qualità del prodotto e la mentalità product-oriented rimanga quella privilegiata, soprattutto dalle aziende Made in Italy, la disponibilità di feedback e richieste da parte di utenti e distributori crea un bagaglio di dati per forza da considerare. La personalizzazione del prodotto è infatti una delle richieste più tipiche da soddisfare.

Un esempio di azienda modello, proprio per quanto riguarda la moltiplicazione della qualità artigianale su base industriale, è GC Infissi. Ma l’attenzione alla qualità del prodotto, che pure ha distinto l’azienda che può vantare un fatturato interessante  se paragonato alla media del settore, non basta nella mission aziendale. “È arrivato per noi – spiega il presidente e Cav. Saverio Campo – il momento di fare un ulteriore salto di qualità affermandoci come leader nazionale nella produzione di infissi e come partner perfetto per i rivenditori, supportandoli in tutte le fasi sia pre che post vendita”.

GC Infissi e la qualità del prodotto

GC Infissi  vanta una grande attenzione alla lavorazione dei serramenti e utilizza macchinari che consentono la saldatura V-perfect dei profili. Su tutti i serramenti vengono utilizzati vetri basso emissivi selettivi con gas Argon e canalina Warm Edge. Negli anni sono state soddisfatte tante richieste del mercato di riferimento e tutte le esigenze dei clienti, potenziando la produzione dei serramenti in PVC e introducendo una linea di serramenti in alluminio con l’impiego di profili Schüco. Qualità artigianale e approccio maker contraddistinguono spesso realtà aziendali con cataloghi di alto livello come design e durabilità. GC Infissi si muove tra sperimentazioni, basandosi sempre su feedback e rapporti coi clienti, e metodo artigiano ad ampio spettro aziendale.

A tracciare un quadro della commistione tra maker e artigiano è l’accademico ed economista Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. “L’Italia è già la patria dei maker – afferma Micelli –, il problema è che non lo abbiamo realizzato. L’artigiano innova attraverso gli strumenti del suo lavoro, nuovi materiali e modi di lavorare. Il lavoro artigiano non è custodire acriticamente il passato, ma rinnovarsi nel tempo e accettare la sfida della tecnologia. Dire che siamo già il paese dei maker vuol dire scommettere sulla rete e sulle nuove tecnologie in generale. Significa dire che i nostri artigiani sono i protagonisti di una nuova rivoluzione industriale centrata su una diversa idea di lavoro e di valore”.

L’artigiano oggi è un piccolo imprenditore che ha saputo unire e far convivere la manualità e l’esperienza dei grandi mastri di bottega del passato con le nuove tecnologie digitali e i nuovi mezzi di comunicazione e di marketing a disposizione. Quando la qualità diventa la base da cui partire, soprattutto in settori tipici del Made in Italy, l’approccio maker più tecnologico e innovativo diventa un fattore essenziale per il successo.

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