Normativa

Addio alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie?

Il bonus ristrutturazioni precipiterebbe al 20%. E’ quanto prevede il dossier di revisione della spesa pubblica recapitato al Governo

Se è andrà in porto sarà il maggior aiuto alla diffusione del sommerso d’azienda, dell’evasione fiscale e di incentivazione del lavoro nero in edilizia. Parliamo del dossier di revisione della spesa pubblica recapitato al Governo dai consulenti per la spending review Yoram Gutgeld e Roberto Pezzotti. Secondo quanto anticipato dalla stampa il programma di riduzione degli incentivi da includere nella prossima Legge di Stabilità include il taglio di 52 agevolazioni fiscali tra cui le detrazioni fiscali per i lavori di recupero edilizio. La relativa aliquota, attualmente del 50%, scenderà nel 2016 al 36%, un valore non certo entusiasmante e tale da infiammare i clienti spingendoli a eseguire lavori di ristrutturazione edilizia (tra cui molte opere serramentistiche).

La proposta di Yoram Gutgeld e Roberto Pezzotti è di far scendere l’agevolazione dal 36% addirittura al 20%. Se fossero vere le anticipazioni di stampa (vedi Sole24Ore di sabato 25 aprile, a pag. 5), si tratterebbe di una vera sciocchezza tributaria tale da far schizzare immediatamente alle stelle l’evasione fiscale. Cosa di cui certamente il Paese non ha bisogno. Il 20% di detrazione fiscale per il cosiddetto bonus casa suddiviso in 20 anni rende immediatamente attraente per il cliente e il fornitore un lavoro senza IVA. Ed elimina quella contrapposizione di interessi tra cliente e fornitore di opere e servizi in edilizia che ha permesso in questi anni di ridurre l’area della black economy favorendo le aziende in regola e contenendo gli effetti disastrosi della crisi del mondo delle costruzioni.

La tagliola del Dossier si abbatterebbe anche sul bonus mobili ed elettrodomestici (attualmente del 50% fino all’importo di 10 mila euro) siglata con un perentorio “Nessuna agevolazione per l’arredo degli immobili ristrutturati”.  Ttto questo mentre solo pochi giorni fa Matteo Renzi aveva promesso al Salone del Mobile la riconferma del bonus mobili.

Nelle anticipazioni non si fa alcun cenno agli incentivi per il risparmio energetico attualmente del 65% fino al 31 dicembre 2015 e che scenderanno, se nulla accadrà, al 36%, a partire dal 1° gennaio 2016. Anche la misura del 36%, su 10 anni, risulta scarsamente incentivante e poco attraente rispetto  a uno “sconto del 22%” diretto, immediato e senza fattura.

Le 52 agevolazioni ridotte ai minimi termini o tagliate apportebbero un beneficio di solo un miliardo e mezzo di euro.

A onore del vero vanno registrate le recentissime dichiarazioni del ministro alle Infrastrutture del Rio secondo cui “gli sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per l’efficientamento energetico vanno potenziati ed allargati”.
(eb)