Economia

Cessione dei crediti. Finco: situazione gravissima

E accusa: l’Agenzia delle Entrate non ha controllato e ha permesso cessioni milionarie a individui e società senza reputazione. E il Governo con le leggi genera crediti di imposta e poi con le controllate si rifiuta di accettarli.

Sulla situazione della cessione dei crediti di imposta determinata dall’articolo 28 del decreto Sostegni ter Finco, Federazione delle Imprese per le Costruzioni, inchioda il Governo alle sue responsabilità. La situazione è gravissima, i provvedimenti assunti dal Governo sono dannosi e controproducenti. L’Esecutivo dapprima genera crediti d’imposta e poi con le partecipate si rifiuta di accettarli.  E inchioda pure alle sue responsabilità l’Agenzia delle Entrate che non ha controllato, come avrebbe dovuto. Infine avanza alcune proposte per superare la crisi attuale. Qui il comunicato di Finco.

Cessione dei crediti. Provvedimenti dannosi e controproducenti

Finco condivide ovviamente la necessità di perseguire le frodi, ma i provvedimenti assunti dall’Esecutivo stanno causando:

  1. Blocco dell’acquisto dei crediti d’imposta da parte di Cassa Depositi e Prestiti e blocco della Piattaforma della cessione dei crediti d’imposta di Banco Posta;
  2. Conseguente blocco del mercato secondario dei crediti d’imposta ed inoperatività degli istituti di minore capacità fiscale quali ad esempio, le Banche di Credito Cooperativo;
  3. Sospensione dell’acquisto dei crediti di imposta da parte di uno dei principali istituti Italiani di credito in quanto operante attraverso piattaforma di altro istituto controllato;
  4. Crisi delle imprese maggiormente esposte che si erano affidate a questi istituti;
  5. Blocco dei cantieri avviati, dei contratti per interventi cantierabili e sospensione sine die delle forniture

Crediti concessi a soggetti inaffidabili

Finco rileva che le truffe di cui si è avuta notizia hanno coinvolto società e/o persone di evidente inaffidabilità per la presenza di almeno uno dei seguenti aspetti:

  1. società inattive da anni o neo-costituite quasi tutte senza dipendenti, scatole vuote;
  2. soggetti già coinvolti in altre truffe;
  3. Società intestate a prestanome;
  4. Società in stato prefallimentare;
  5. Persone fisiche nullatenenti destinatarie di cessioni multiple per milioni di euro.

L’Agenzia non ha controllato come suo dovere

L’Agenzia delle Entrate (AgdE), con i suoi oltre 30.000 dipendenti, avrebbe dovuto attivare delle procedure di controllo sulle banche dati di cui dispone da anni non solo inibendo a questo tipo di società la possibilità di operare sulla piattaforma di cessione dei crediti, ma anche inviando prima la GdF a siffatti soggetti, piuttosto che trovarsi nelle condizioni di dover ora rincorrere crediti volatilizzati.

Una Commissione parlamentare di verifica

Si chiede di conseguenza:

  1. La creazione di una Commissione parlamentare di verifica degli aspetti organizzativi e di funzionamento degli uffici dell’AgdE preposti, senza alcun fermo delle attività, tenuto peraltro conto delle oltre duemila assunzioni da tempo annunciate. La situazione è gravissima: l’Esecutivo dapprima genera crediti d’imposta e poi con le partecipate si rifiuta di accettarli.
  2. La Proroga del termine del 16 marzo per le cessioni di tutte le tipologie di crediti, considerati i periodi di inattività della Piattaforma adibita a tal fine;
  3. L’Attivazione delle procedure di controllo automatico sulla Piattaforma AgdE;
  4. L’immediata modifica dell’art. 28 del D.L “Sostegni” ter, per consentire ulteriori cessioni verso istituti di credito ed altri soggetti vigilati da Banca d’Italia. Articolo il cui dispositivo, per valutazione degli stessi Servizi di Bilancio del Senato, potrebbe (condizionale di cortesia istituzionale) comportare ricadute negative sulla finanza pubblica;
  5. L’introduzione dell’obbligo di adeguata attestazione Soa per i lavori oltre alla soglia minima di 150.000 e non ultronei riferimenti a contratti stipulati dalle parti sociali “maggiormente rappresentative”, cosa che nulla ha a che vedere con i contratti pirata. I contratti da applicare debbono essere quelli adeguati. Il punto è la qualificazione delle imprese.
  6. L’Obbligo di assicurazione del credito per società costituite a partire dal 2019;
  7. La revisione della decisione di OIC – Organismo Italiano di Contabilità – interessato da Agde, di alloccare nel bilancio delle imprese il differenziale tra credito incassato e credito ceduto negli oneri finanziari, influenza il DSCR (l’indice utilizzato per individuare la crisi d’impresa) peggiorando enormemente il rating delle aziende;
  8. Il Prolungamento di almeno 2 mesi del superbonus per le unifamiliari per le quali deve essere stato eseguito almeno il 30% dei lavori entro giugno, visto il blocco provocato prima dal decreto “anti frodi” e poi dall’art. 28 del decreto “Sostegni Ter”.

a cura di EB