Economia

Ecobonus 110 %? La denuncia: gela il mercato dei serramenti

L’ing. Salvatore Cirillo, proprietario di quattro rivendite milanesi di porte e finestre denuncia: “Con la speranza del 110% la gente non compra più. Bisognerebbe portare l’aliquota al 70% per tutti i lavori, condominiali e non”.

L’ ecobonus 110 % è certamente un buon provvedimento ma a noi rivenditori di porte e finestre sta causando danni irreparabili che potrebbero protrarsi sul lungo periodo. Così denuncia l’ing. Salvatore Cirillo, alla testa di Edisis, “una realtà aziendale che si propone come protagonista nella scena dell’attuale mercato di porte, finestre, opere da fabbro e complementi d’arredo”. Quattro gli showroom: due in Milano, uno a Cusano Milanino e uno a Monza. Alle spalle una storia molto articolata: all’inizio la carpenteria metallica, quindi i serramenti in alluminio, poi la falegnameria e infine l’apertura degli showroom, uno dopo l’altro. Vanto dichiarato di Edisis: “garantisce a circa 9500 tra abitazioni, uffici e negozi, oltre che a circa 450 edifici condominiali, la completa assistenza ed il pronto intervento”.

La prima denuncia sugli effetti perversi dell’ ecobonus 110 %, che risale a qualche settimana fa, esce su Linkedin. Citiamo: “Il sottosegretario Riccardo Fraccaro in una intervista al Sole 24h annuncia “Ecobonus 110 % da luglio 2020”. Una pura follia. Vorrà dire che a fine luglio le aziende del settore rimarranno congelate nuovamente. Già nel 2013 era accaduta la stessa cosa, quando in aprile i politici annunciarono che avrebbero aumentato l’ecobonus dal 55% al 65%, con decorrenza 1 giugno, ottenendo come risultato aziende del settore ferme nei mesi di aprile e maggio. Evidentemente la lezione non è servita”.

Ma il gelo del mercato non cesserà purtroppo a luglio con l’approvazione del testo definitivo della legge Rilancio, che attualmente è in vigore come decreto legge. Tutti in attesa del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe uscire entro stasera (chissa?!), dei testi definitivi degli articoli 119 e 121 e di almeno due decreti attuativi del Ministero dello Sviluppo economico.

La denuncia “contro” l’ ecobonus 110 %

“Il vero problema – dice Cirillo a Guidafinestra – è che se non si modificherà qualcosa nel testo di legge il settore dei serramenti subirà nei prossimi anni un calo importante. I prospect, piuttosto che spendere qualche migliaio di euro per sostituire i serramenti, stanno già chiedendo al loro condominio e all’amministratore di darsi da fare per fare i lavori complessivi che danno diritto all’ecobonus 110% per poter detrarre con questa aliquota anche i serramenti che ognuno farà per proprio conto. Sarà un problema grave, gravissimo per i rivenditori. Non riesco a comprendere come le varie associazioni non abbiamo compreso il pericolo”.

Ovviamente, conoscendo la litigiosità che pervade tutti i condomini della penisola, sapendo dei tempi lunghi per impostare i lavori di riqualificazione energetica (decisioni di assemblea, analisi energetiche pre-lavori, attivazione di uno studio di progettazione, dell’impresa di costruzione (se di cappotto si tratta) , di un impiantista (se si tratta di caldaia), progetto, ricerca dei finanziamenti ecc. i tempi si allungano a dismisura. E i serramenti arriveranno per ultimissimi dopo questa lunga trafila burocratica-temporale. Parliamo non di mesi ma di anni.

La proposta

E allora quale proposta potrebbe impedire il gelo permanente del mercato del serramento? Cirillo: “La mia proposta è semplice, anche se non piacerà a molti: “innalzare l’aliquota per la sostituzione dei serramenti dal 50 al 70%, a prescindere dal fatto che ci siano lavori a ecobonus 110%. Diminuirebbero così anche i costi per lo Stato. Oggi siamo di fronte a due provvedimenti troppo sbilanciati: da un lato abbiamo l’ ecobonus 110 % su 5 anni per i lavori condominiali e dall’altro l’ ecobonus 50% in 10 anni per la semplice sostituzione dei serramenti. Ed è comprensibile che i prospect desiderino il 110% ma per noi ciò significa semplicemente non vendere più”.

a cura di Ennio Braicovich

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