Economia

Finestre in alluminio. Arriva in Italia K-Line, “la finestra luminosa”

Il Gruppo francese Liébot porta in Italia K-Line, una linea di finestre in alluminio prodotte industrialmente, e contrassegnate dal pay-off “La finestra luminosa”.

Arriva in Italia  K-Line, linea di finestre in alluminio. Dopo tre anni di presenza in Italia grazie a Vetrex, società controllata polacca che produce finestre in pvc, il Gruppo francese Liébot  porta in Italia K-Line, una linea di finestre in alluminio prodotte industrialmente, e contrassegnate dal pay-off “La finestra luminosa”.

Le due linee di prodotto – finestre in pvc e in alluminio- in Italia fanno capo entrambe a Liebot Italia srl, società diretta dall’ing. Federico Monga che dal 1° febbraio si è trasferita in via del Commercio 20, Bernareggio (MB). Tuttavia le due linee rimangono nettamente separate per brand, marketing, gestione commerciale, rete vendita pur essendo tutte e due rivolte agli stessi target group: serramentisti, rivenditori di porte e finestre e posatori. Come si potrà osservare al prossimo MADE expo 2019, 13-16 marzo, dove Vetrex e K•Line avranno due stand distinti e distanti. Sarà la presentazione ufficiale della linea di finestre K-Line al pubblico degli operatori professionali italiani.

La separazione delle linee di prodotti per brand, target e materiali è un tratto distintivo del Gruppo Liebot. Un gruppo manufatturiero che della produzione industriale di serramenti, in particolare finestre, ha fatto la sua specialità, diventando il terzo produttore europeo con 580 milioni di euro di fatturato 2018 con 3500 dipendenti. Dieci anni fa, il gruppo presentava una cifra d’affari pari a 288 milioni di euro realizzata con 1500 dipendenti circa. Nonostante la crisi che ha attanagliato anche la Francia, dove l’edilizia è ancora indietro rispetto alle cifre di un decennio fa, Il Gruppo Liebot raddoppia il suo fatturato rispetto al 2009. Con un paio di particolari che sono alla radice dei cambiamenti che stanno investendo il Gruppo: gran parte del fatturato è realizzato in Francia e gran parte di esso dipende dalla linea K-Line.

André Liebot, presidente del Gruppo Liebot

Alla testa del Gruppo il fondatore André Liebot, presidente, coadiuvato dal direttore generale Bruno Légér, mentre in azienda si fa strada la decima generazione familiare rappresentata da Jean Pierre Liebot, figlio di André.

Fanno parte della galassia Liebot le società K-Line (finestre in alluminio), Ouest Alu (finestre e facciate in alluminio), MC France (finestre in legno e legno/alluminio), CAIB (serramenti per grande distribuzione organizzata), BIPA e BIPA Sud (finestre in pvc) in Francia. Annovera quindi Vetrex (finestre in pvc e porte ibride) in Polonia e K-Line in Spagna. Due le commerciali estere: in Italia e in Germania, quest’ultima aperta da poco.

L’arrivo in Italia della linea di finestre in alluminio K-Line fa parte della strategia di diversificazione geografica e commerciale del Gruppo Liebot. Diversi i suoi punti di forza. Anzitutto, evidenzia André Liebot: “vi è la capacità del Gruppo di produrre sia pezzi singoli, di qualunque materiale e misura, per le più piccole, personali richieste, sia in grandi quantità. Sono prodotti di alta qualità, garantita da una produzione efficiente e dall’impiego di materiali pregiati.“

Emblema della produzione efficiente è l’ultimo stabilimento inaugurato a Lione lo scorso maggio e altamente automatizzato, anche nell’impianto di verniciatura che è in linea con la produzione dei serramenti. E poi, come sottolinea il pay-off del logo, vi è la luminosità che assicura il prodotto.

Sempre Liebot: “Siamo stati i primi a introdurre in Francia per il settore residenziale la finestra con l’anta nascosta che aumenta la superficie vetrata dell’infisso e assicura uno straordinario apporto luminoso e solare rispetto alle finestre della tradizione”. E poi, vi sono le linee estetiche dei tanti prodotti a disposizione, che sono stati personalizzati per l’Italia, i colori, ivi incluso il bicolore, le tante tipologie costruttive e le prestazioni che raggiungono nel caso della trasmittanza termica la punta di Uw=0,84 W/m2K.

Senza dimenticare la recentissima K-Line Smart home, ovvero la finestra connessa, che, grazie a dei rilevatori di chiusura e a un app gratuita, permette di segnalare lo stato di chiusura dei serramenti esterni di un’abitazione, di informare l’utente via smart phone sulla sicurezza della propria abitazione e di controllare da remoto gli impianti della casa.

Quanto al prezzo delle finestre K-Line l’ing. Monga precisa che sarà competitivo nella fascia dei serramenti in alluminio.

Pur essendo il mercato italiano contraddistinto da una forte e radicata presenza dei serramenti in alluminio prodotti da una miriade di artigiani André Liebot è convinto che K-Line sarà in grado di affascinare serramentisti, rivenditori e posatori al punto che sussurra: “Se vi sarà riscontro su questo mercato non escludo di potervi impiantare una produttiva dedicata”. Un’idea che non dispiace affatto a chi è approdato almeno sessantasei volte (testuale!) sulle nostre coste con la sua barca e che ricorda ancora con una certa nostalgia il Saiedue di Bologna quando però nei giorni di fiera preferiva sempre soggiornare a Firenze,  la città della bellezza.

L’intervista integrale a André e Jean Pierre Liebot apparirà sul numero di marzo di Nuova Finestra.

(eb)

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