Progetti

Social housing virtuoso con infissi in pvc

Nuova coibentazione su tutte le superfici disperdenti, sostituzione dei vecchi infissi con più prestanti serramenti in Pvc, razionalizzazione degli impianti di produzione di calore. Questo si è fatto alla “Casa Bianca” di Mira (VE), esempio di social housing virtuoso

Rispetto dell’ambiente, risparmio energetico, riduzione delle emissioni di CO2, produzione prodotti e consumi ecocompatibili, sono “termini” ormai assimilati da una diffusa consapevolezza collettiva. E un importante capitolo di tale tematica è quello dell’edilizia che tende a farsi sempre più sostenibile, sia nelle nuove costruzioni (poche, data la grave crisi di settore) sia negli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, serramenti inclusi. Come mostra l’intervento che illustriamo.

Si chiama “Casa Bianca” ed è un edificio localizzato a Mira, in provincia di Venezia, di proprietà della Fondazione Opera Santa Maria della Carità, inserito all’interno di una serie di strutture utilizzate dalla Cooperativa di solidarietà sociale Olivotti (cui attualmente è concesso in uso), dedita alla riabilitazione psicosociale e terapia di gruppo e/o individuale di soggetti “critici, e da Innesco Spa, una ESCo costituita nel maggio 2007 da Banca Popolare Etica ed Energia Solidale Srl.

Un edificio vetusto, oggetto pertanto di un progetto di riqualificazione integrale, con interventi – come precisa l’arch. Marco Lazzaretto, autore del progetto – riguardanti “la realizzazione di una nuova coibentazione su tutte le superfici disperdenti, la sostituzione di tutti gli infissi ormai vetusti con nuovi e più prestanti serramenti in pvc e una razionalizzazione degli impianti di produzione di calore. E’ stato realizzato anche un impianto fotovoltaico per una potenza complessiva di quasi 20 KWp”. Una serie sistematica di interventi che ha consentito anche di ammodernare da un punto di vista estetico la facciata e di riqualificare contestualmente gli spazi esterni.

Risultato? “Abbattimento dei costi di gestione – dice ancora Lazzaretto -, miglioramento del comfort abitativo e possibilità di produrre energia attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili, oltre che migliorie apportate da un punto di vista architettonico ai prospetti”. Il tutto rispettando il calendario lavori: nove mesi in tutto dall’installazione ponteggio al suo smontaggio.

La ristrutturazione ha previsto un intervento di coibentazione delle superfici disperdenti attraverso la posa in opera di un cappotto di 12 cm di materiale isolante EPS. In tale logica rientra anche la sostituzione degli infissi e l’eliminazione di tutti gli avvolgibili, vero e proprio punto debole dell’involucro con più moderni e prestanti serramenti in pvc.
Articolato l’intervento di sostituzione dei “vecchi” serramenti in legno esistenti, monovetro e ad alto tasso di dispersione energetica, valore di trasmittanza termica Uw pari a 3,4 W/m2K, con serramenti in pvc ad alta efficienza energetica.

“Sono 92 – dice l’ing. Salvatore Russo, tecnico della Italplastick che ha seguito l’intera operazione per la parte infissi – i serramenti sostituiti con altrettanti realizzati in pvc, utilizzando il sistema Giotto Plus di Italplastick con profilo a 7 camere, caratterizzato da prestazioni di elevata efficienza energetica: trasmittanza termica Uw pari a 1,2 W/m2K (media dei serramenti esterni), Ug da 1,1 a 1.2; Uf pari a 1.1. Inoltre, sono stati impiegati vetri bassoemissivi Sanco della Glas Müller, vetrocamera con argon, prestando attenzione a quelli installati sul lato sud-ovest dell’edificio, particolarmente esposto: qui si sono impiegati vetri selettivi 70/40, vale a dire 70 trasmissione luminosa e 40 fattore solare, con relativa canalina in policarbonato. Sempre in funzione dell’efficienza energetica, sono stati eliminati i cassonetti delle tapparelle: un pericoloso ponte termico causa di dispersione del calore sia per trasmissione che per ventilazione”.

Un buon serramento senza una posa fatta a regola d’arte è una freccia spuntata.

“Proprio così – conclude Russo -. Infatti, abbiamo utilizzato una tecnica innovativa per quegli anni, impiegando membrane autoespandenti con l’aggiunta di un nastro butilico nelle parti inferiori dei serramenti, che offrono prestazioni superiori rispetto a quelle a base di schiuma autoespandente”.
Una attenzione particolare merita il sistema Giotto Plus a 7 camere di Italplastick, utilizzato per la realizzazione degli infissi di “Casa Bianca”. Definibile come lo sviluppo tecnico del sistema Giotto a 5 camere, Giotto Plus ne accentua le caratteristiche prestazionali grazie alle 7 camere, potenziate le prestazioni isolanti termiche e acustiche conservandone, al contempo, tutti i “plus estetici”. La ferramenta utilizzata è Maico.
Quanto ai miglioramenti ottenuti: la trasmittanza termica (U) della parete che era di 1,48, è ora di 0,22; la trasmittanza termica (Uw) dell’infisso esistente 3,4, è stata portata a 1,2 (media serramenti esterni).
I risparmi calcolati sono climatizzazione invernale 89% circa; climatizzazione estiva 24% circa.

La struttura era gestita, nella climatizzazione invernale, dalla presenza di 6 caldaie della potenza di 25 KW ciascuna. Eliminate le quali e sostituite con un’unica caldaia a condensazione 35 KW, si è ottenuto un ulteriore risparmio stimato del 25%.
L’installazione di un impianto di Vmc – Ventilazione meccanica centralizzata ha comportato evidenti vantaggi: ricambio d’aria sempre garantito senza l’apertura di finestre, aumento del comfort interno, presenza di aria sempre pulita e “salubre” negli ambienti.
L’impianto, poi, collegato a un gruppo frigo, consente anche la climatizzazione estiva degli ambienti interni.
Infine sono stati realizzati due importanti impianti fotovoltaici per un totale di quasi 70 KWp: uno (quasi 20 KWp) installato sul tetto dell’edificio, l’altro (quasi 50 KWp) sul tetto del capannone adiacente.