Economia

Ecobonus 110% e 50% sotto la lente della rivenditrice Fini

La titolare della rivendita di porte e finestre Fini Progetti Infissi di Arezzo interviene sui problemi posti agli operatori del settore dai due provvedimenti in via d’arrivo

Lucia Fini, titolare e addetta commerciale della rivendita Fini Progetti Infissi di Arezzo interviene sui problemi aperti dall’arrivo del provvedimento dell’ecobonus 110% e dei decreti collegati, in particolare il cosiddetto decreto prezzi. L’azienda, che si occupa di commercializzazione di Infissi interni ed esterni, spiega Lucia Fini, “è frutto dell’evoluzione lavorativa della mia famiglia, la quale opera nel settore da oltre 60 anni coniugando innovazione e affidabilità. Per la nostra azienda la tutela del cliente è il focus centrale e irrinunciabile”.

Fatta questa debita premessa così Fini riflette sulle criticità dell’Ecobonus 110%  in via di approvazione con modifiche da parte del Parlamento all’interno del Decreto Rilancio: “Questo conciso approfondimento non vuole essere fine a sé stesso, bensì una informazione veritiera leale e soprattutto oggettiva, nei confronti dei nostri clienti. Lo slogan “tutto gratis”, diffuso da alcuni importanti mezzi di informazione quando ancora non era nemmeno stato bollinato il Decreto Rilancio, ha infatti indotto aspettative fuorvianti nell’utente finale, che fatichiamo adesso far rientrare.
Onde evitare ogni tipo di problema per tutta la filiera e il cliente finale, è utile riflettere su alcune considerazioni principali di non immediata percepibilità.

Alcuni esempi di criticità del decreto

La lentezza burocratica con la quale avanza il processo (conversione in Legge, Decreti Attuativi e Linee Guida della Agenzia delle Entrate) ha in sostanza fermato i lavori antecedenti al Decreto Rilancio, quelli in ponte e quelli prospettabili in un immediato futuro con il risultato che il cliente finale vede più lontana e complessa la realizzazione dei suoi interventi.

L’introduzione della cessione/sconto in fattura per i lavori che aderiscono al 110%, promesso da Aziende (per fortuna poche e magari per disinformazione), ha consentito al falso messaggio “tutto gratis” ancora una volta di dilagare senza un fondamento reale. Cedere il credito ha infatti inevitabilmente un costo e tale aspetto deve essere chiaro al cliente finale, con il quale noi ci preoccupiamo di condividerlo in modo etico e trasparente.
Altro aspetto da sottolineare: non intendiamo aumentare i prezzi per poi applicare un illusorio sconto del 50 o 110%. Optiamo invece per la dichiarazione esplicita e trasparente dei costi di cessione del credito per consentire al nostro cliente di scegliere in maniera consapevole.

È nostro preciso compito informare a 360 gradi il cliente finale, il nostro bene più prezioso, il quale, ricordiamolo, nel malaugurato caso che tutto il processo non andasse a buon fine, pagherebbe per intero l’intervento.
In conclusione, per questi motivi e per molti altri che qui non possiamo approfondire, a nostro avviso sarebbe stato più percorribile aumentare la percentuale dell’ecobonus energetico “tradizionale” per gli infissi all’80% e permettere di detrarre dai 3 ai 10 anni a scelta del contribuente, favorendo così tutti i redditi e mantenendo in essere un sistema già ampiamente collaudato.

Questo sarebbe un vero rilancio: veloce e già collaudato, specie in un momento come questo, incerto e complesso di per sé.

Noi alla Fini Progetti come abbiamo deciso di comportarci?

La nostra azienda ha creato un’apposita lista di controllo per il 110% in modo che il Cliente, compilandola, si possa orientare in maniera chiara. Siamo così in grado di capire, inoltre, se è possibile aderire all’ecobonus 110 (e con quale modalità) o se invece è preferibile procedere con l’ecobonus 50%.
Valuteremo insieme se davvero conviene la cessione/sconto, il credito al consumo o addirittura che il Cliente stesso recuperi con la sua Irpef; e molti altri approfondimenti.
Insomma, ci preoccupiamo di individuare la situazione tecnica e fiscale più aderente al nostro interlocutore, in un ambito normativo complesso e non scontato.
È necessario, ora più che mai, costruire un percorso specifico per ogni Cliente per poter procedere nel suo interesse, ben oltre e con maggior consapevolezza rispetto ai facili slogan.

E il decreto prezzi?

I prezzi dei serramenti, delle chiusure oscuranti e delle schermature solari del decreto ministeriale in arrivo mi lasciano stupita. A stare bassi, comincio a essere preoccupata. Ma anche a stare bassi non si rientrerebbe. E, poi, Iva compresa…. Ma coloro che hanno scritto il decreto sanno quanto costa il materiale di posa? Sanno quanto, giustamente, costa una installazione a regola d’arte, rimuovendo il vecchio serramento?
Senza contare che la progettazione del foro finestra, una posa qualificata con i relativi materiali e la logistica, incidono, in sostituzione, almeno 150 euro a pezzo. Per non parlare dei pos, dei corsi aggiornamento di vario tipo, della logistica….Non capisco la logica di chi ha elaborato queste tabelle. Per le persiane neanche da parlarne. Spero solo che quei prezzi non siano definitivi”.

Stoccata finale di Luca Fini: “Agli estensori delle leggi e dei decreti ministeriali io proporrei un giorno (uno dei loro preziosi giorni) con noi, produttori, show room e installatori. Forse potrebbero capire e fare meglio i conti….”

a cura di EB

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