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Lockdown. Chiusi gli showroom di porte e finestre ma non tutti

Effetti paradossali del DPCM nelle zone rosse a partire da domani. Non chiudono però i centri edili, la grande distribuzione specializzata e gli showroom con il codice Ateco giusto

Il Lockdown previsto dal nuovo DPCM comincia alle ore 0 di venerdì 5 novembre. Ne hanno parlato tutti i media con grande intensità. Chi volesse leggersi il DPMP può consultarne il testo qui nella Gazzetta Ufficiale di ieri. L’Italia è stata divisa in tre zone – rossa, arancione e gialla – a seconda del livello di critìcità del contagio da Covid-19. Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria sono state dichiarate zone rosse. Puglia e Sicilia sono zone arancione. Le restanti regioni tutte gialle.

Particolarmente critica è l’area rossa dove è vietato ogni spostamento anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute, e sono di conseguenza vietati gli spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro.

Lockdown in zona rossa per gli showroom di porte e finestre

Le attività produttive restano aperte ma non tutti gli esercizi commerciali. I negozi sono chiusi fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità. Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Ma resta attivo anche il commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione in esercizi specializzati, tanto per stare vicini alle categorie merceologiche dei serramenti e delle schermature solari. Non manca il commercio di apparecchiature informatiche, di articoli sportivi, di giochi e giocattoli, di materiale per ottica e fotografia, …L’elenco è lunghissimo. Mancano però infissi, finestre, schermature, chiusure oscuranti, porte interne e porte blindate, come si può constatare dall’Allegato 23 del DPCM relativo al Commercio al dettaglio ammesso nelle zone rosse.

Abbiamo chiesto a un paio di rivenditori edili della cintura milanese se nei prossimi giorni si potrà visitare i loro showroom di porte interne, di finestre e porte blindate. La risposta è stata sì. Più articolata la risposta dei centri della grande distribuzione specializzata: certe aree rimarranno chiuse al pubblico in ottemperanza al DPCM del 3 novembre, pur rimanendo aperte ai soggetti con partita Iva.

Se le attività di produzione di infissi rimangono aperte sotto il lockdown, ci si domanda perché tenerle aperte se esse non hanno uno sbocco finale visto che le rivendite di porte e finestre sono un anello oramai indispensabile della filiera del serramento.
Certamente se la cavano meglio gli showroom che hanno il codice Ateco giusto (vendita all’ingrosso, vendita di materiali da costruzione) e che sono legati a una attività produttiva, sempre con l’avvertenza che è meglio aprire solo su appuntamento. Ovviamente uno showroom all’interno di un’attività produttiva, anche in zona rossa, non è ancora vietato. Così ci pare.

Succederà come in primavera, leggi qui, quando ci fu la corsa ai codici Ateco “giusti”?

Vedremo nei prossimi giorni che cosa succederà in realtà con questo nuovo lockdown.

a cura di Ennio Braicovich

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