Normativa

Norme armonizzate gratis. Broglio, Confartigianato: “Concordo con la risoluzione del CEN/TC33 e con Franza”

"Pagare le norme obbligatorie è come far pagare il Codice della Strada! Impariamo …dall’Etiopia” 

Qualche giorno fa la riunione plenaria del CN/TC33 ha approvato una risoluzione (clicca qui) con cui chiede a CEN e Commissione europea di rendere gratuite le norme armonizzate che sono obbligatorie per poter immettere i prodotti da costruzione sul mercato. Una risoluzione che ci trova perfettamente d’accordo e che appoggiamo pienamente.

Il CEN/TC 33, per chi non lo sapesse, è l'organo  del Comitato Europeo di Normazione (CEN) che prepara le norme per il settore delle porte, finestre, schermi, ferramenta, facciate continue.

Ricordiamo che le norme armonizzate (quelle obbligatorie per marcare CE i prodotti da costruzione) sono pagate almeno 4 volte con:

  • i contributi dell’Unione europea al CEN, ovvero con i soldi degli Stati membri (e quindi i nostri);
  • il denaro e il tempo che mettono a disposizione per redigere le norme gli esperti normatori che provengono dalle Associazioni, Enti notificati e Industrie;
  • il finanziamento dello Stato italiano a UNI, anche qui soldi delle aziende e dei cittadini italiani;
  • l’acquisto delle stesse norme.

La risoluzione del CEN/TC 33 è stata sottoposta dal delegato italiano Roberto Franza e approvata a larghissima maggioranza che è intervenuto su queste pagine (vedi news) illustrando le motivazioni che lo hanno spinto a una proposta che certamente non troverà d'accordo gli enti normatori nazionali. 

Qui interviene in merito Samuele Broglio, esperto normatore europeo e nazionale di Confartigianato, nonché imprenditore del settore. Con l’occasione invitiamo chi è d’accordo con la proposta di rendere gratuite le norme armonizzate di cliccare con “Mi piace” il post pubblicato sulla pagina Facebook di Guidafinestra e che in poche ore ha già raccolto centinaia di adesioni.

(eb)


“Concordo in pieno con i commenti del normatore Roberto Franza in merito alla risoluzione votata durante l'ultimo meeting del TC33 nella quale si richiede che le norme armonizzate siano messe a disposizione su basi non commerciali.

Sono giuste le osservazioni relative al fatto che le norme stesse sono già state abbondantemente pagate dal mercato europeo tramite i finanziamenti che giungono al CEN dalla Commissione, finanziamenti che provengono dalle tasse versate dai cittadini dell'Unione, e dai produttori europei tramite le ore di lavoro dedicate alla redazione da parte degli esperti messi a disposizione a titolo gratuito dal sistema economico.

Oltre a ciò trovo ingiusto ed illogico che le norme obbligatorie, il mancato rispetto delle quali può provocare pesanti sanzioni al trasgressore, debbano essere pagate da coloro che debbono (sottolineo debbono, non vogliono) conoscerle al fine di evitare di incappare nelle predette sanzioni.

La cosa è illogica ed ingiusta, per lo meno quanto sarebbe illogico ed ingiusto mettere a disposizione a pagamento il Codice della Strada e poi sanzionare i trasgressori in caso di mancato rispetto dello stesso.
Mi auguro che, se la risoluzione avrà una risposta positiva, non si arrivi al ridicolo e patetico compromesso di mettere a disposizione gratuitamente solo l'Allegato ZA in quanto parte armonizzata e di mantenere a titolo oneroso il corpo della norma definendolo ipocritamente “non obbligatorio” e quindi vendibile su base commerciale.

La realtà, come ogni esperto di norme ben sa, è che il solo Allegato ZA privato della parte tecnica della norma è incomprensibile ed inapplicabile, e che quindi le aziende che dovessero trovarsi in mano tale parte della norma mozzata dal resto sarebbero al punto di prima, sapendo in più solamente dell'esistenza delle caratteristiche ma non avendo alcuna cognizione di come determinarle, di come selezionare i campioni,  di come organizzare un FPC e di altri aspetti del tutto indispensabili ad implementare la Marcatura CE in modo corretto.

A fronte di questo, e vista l'importanza dell'argomento sia da un punto di vista pratico che morale, trovo pure io che la formulazione della risoluzione, scaturita da un lungo e laborioso lavoro di aggiustamento effettuato al termine del meeting plenario del TC33 svoltosi a Bruxelles il 26/27 Aprile, sia un po' troppo cauta ed edulcorata. Tuttavia in certi consessi più di tanto non si riesce ad ottenere in quanto pare che l'amore per il “politically correct” che permea tutta la nostra società sia decisamente superiore alle considerazioni legate alla giustizia ed ai principi, considerazioni che a mio avviso dovrebbero invece prevalere e portare ogni tanto a prese di posizione molto più nette e chiare.

In ogni caso l'amico Franza, che dando onore al merito è il vero promotore della risoluzione, tenta da anni di far arrivare il TC33 a queste posizioni, e quindi, per quanto a mio avviso, sarebbe stato meglio avere un testo più “tranchant ” penso si possa dire che piuttosto del silenzio precedente è meglio l'attuale piuttosto.
Certo trovo deprimente che la sedicente civilissima e democraticissima Europa debba prendere lezioni di civiltà e di democrazia da Paesi considerati rispetto a noi arretrati; a prova di questo, consiglio a chi voglia di leggere la bellissima introduzione che la Repubblica Federale di Etiopia mette all'inizio di tutte le Norme ISO da lei adottate e messe liberamente a disposizione sul sito del suo Governo (sì, l'Etiopia lo fa e l'Europa no; incredibile vero??) al fine di “Promuovere la pubblica educazione e la pubblica sicurezza, uguale giustizia per tutti, migliore informazione per i cittadini….”.